7 modi per smettere di dare troppo

Durante un Diamond Happy Hour, come “tema del cuore” abbiamo estratto:

“come gestire il rapporto con le persone che amiamo,
senza vivere quella sensazione di stanchezza e svuotamento
tipica di quando abbiamo dato troppo?”.

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Seguendo la modalità dei Cafè Philo parigini, ci siamo confrontati davanti ad un ottimo aperitivo preparato per noi da La Cascina in Città.

Qualcuno lo ha definito vampirismo energetico.  É importante mettersi d’accordo sui termini: personalmente intendo ogni movimento che toglie energia a qualcuno. Non importa l’intento, che sia consapevole o meno. Quando sentiamo che una situazione, una persona, un lavoro ci toglie energia è in atto un movimento di “vampirismo”.

Non amo, però, usare questo termine perché sottolinea una dimensione di vittima che non condivido, soprattutto quando si riferisce a persone che amiamo, come i nostri familiari o amici.

La persona che chiede troppo è in una situazione di bisogno e difficoltà. Sia che passi le giornate a lamentarsi, sia che pianga e “vomiti addosso” ogni sventura, sta vivendo un momento di dolore e va rispettato.

Come fare allora? Ho riassunto per te quanto emerso dalla serata.

7 modi per smettere di dare troppo

1. Smetti di vederti come la vittima prescelta dai “vampiri” energetici.

Loro chiedono, a volte sono davvero pressanti, ma se dare soprattutto quanto dare dipende da te.

Riprendi il controllo della tua vita, assumersi  la responsabilità della propria perdita di energia è il primo passo per cambiare le cose. E magia scoprirai il tuo valore! Perché smettere di dare troppo è la conseguenza di amare se stessi. Rispettare i propri confini e valore personale.

2. Osservati. Cosa ti fa sentire svuotato e senza energia?

Rabbia, sensi di colpa, controllo, sono tutte dinamiche interne che provocano senso di stanchezza, oppressione e dolore  quando diamo troppo. E non importa se si tratta di parenti, amici o il lavoro. Lavorare su questo punto permette di interagire con le persone che amiamo con semplicità e passare al prossimo punto.

3. Ascolta con il cuore e stai al tuo giusto posto.

Significa esserci, ma alla giusta distanza o meglio al proprio giusto posto. A volte quello che ci fa disperdere energia è cercare di aiutare a tutti i costi qualcuno che non vuole essere aiutato, ma essere solo ascoltato oppure sentirsi dire “ce la puoi fare”.

“per amare occorre vedere la persona nella sua reale condizione, altrimenti ciò che le viene offerto potrebbe renderla infelice” Thich Nhat Hanh

Se sono i colleghi in ambito lavorativo che ti tolgono energia chiediti se stai nel tuo ruolo,  se stai facendo il lavoro di qualcun altro per eccesso di senso di responsabilità o se hai perso la motivazione.

4. Impara a dire di Si e a dire di No.

Si per aprirci agli altri, Si per uscire dalla propria zona di comfort. No per rispettarci, ascoltarci sia nelle esigenze, ma anche nei tempi: un No oggi può essere un Si felice domani.

5. Condividi le tue esperienze e conoscenze, ma rispetta gli altri e te stessa.

Hai un bagaglio di esperienze che può essere messo a disposizione, ma ricorda che il tuo interlocutore ha il diritto di fare le proprie esperienze, anche se dolorose.

Esiste una linea sottile tra il dialogo e l’invadenza.

Anche se ami profondamente la persona di fronte a te, ad un certo punto devi mollare la presa e accettare che la tua amica continui a vivere quella relazione distruttiva, o tua madre continui a lamentarsi della sua vita senza fare nulla per cambiare.

Farlo significa rispettarti, significa cogliere quando smettere di dare troppo, con il cuore. Senza rabbia o dolore.

6. Impara a comunicare.

Presta attenzione a come dici le cose e soprattutto alla persona con cui stai parlando. A volte è più semplice far passare un concetto aprendoci alla visione del mondo dell’altro. Utilizza l’empatia per entrare in connessione con l’altro, l’intelligenza emotiva per capire quando-se-come dare e la comunicazione assertiva per delimitare i confini.

7. Sii paziente. 

Ognuno  ha i suoi tempi e modi per evolvere. Sii paziente con gli altri. Ciò che per te è facile e scontato, potrebbe essere una grande sfida per qualcun altro e viceversa.

Tutto questo si riassume in una sola parola: AMORE PER SE STESSI.

[bctt tweet=”Il segreto per smettere di dare troppo è amarSI. Dire un grande Si a se stessi. “]

Amarsi e imparare a darsi valore è la via più facile e veloce per avere relazioni felici.

Si, lo so che sulla parola facile hai storto il naso perché ci combatti da tutta la vita, ma quando capisci come diventa davvero semplice credimi.

Siamo nati per amarci, esprimere amore verso noi stessi e verso il mondo è un atto naturale insito in ognuno di noi. L’abbiamo solo dimenticato. E ci servono i giusti strumenti per ricordare e allenarci al valore.

Se vorrai cominciare o continuare il tuo percorso verso l’amore più autentico e duraturo ossia quello verso di te, ecco cosa puoi fare:

Siamo storie. Tutti. Sempre

 

“Siamo storie. Tutti. Sempre. 
Ancor prima di nascere, già lo siamo. Dalla notte dei tempi. 
Anche io lo sono, direi in senso letterale. 
Da piccola scrivevo, inventavo storie e avevo deciso che, crescendo, avrei raccontato la magia che avevo negli occhi, la magia che vedevo e percepivo attorno a me. 
Ecco che lo storytelling diventa strumento di crescita, trasmutazione, divertimento da usare per sè, ma anche in azienda, e sotto l’ombrellone, e con gli amici. 
Come è possibile? 
Semplice: siamo dotati biologicamente di memoria.
 Ma la sfida, la mia magia, è andare oltre il tempo e lo spazio e stare nel PRESENTE.”

Elisabetta Garbarini

“Siamo storie. Tutti. Sempre”. Così inizia la citazione di Elisabetta Garbarini, che potrete incontrare al prossimo Diamond Happy Hour con la sua particolarissima visione dello storytelling e la sua MagiaMetropolitana.

Siamo storie e anche il mio incontro con Elisabetta è una storia che vale la pena raccontare perché ha portato un pizzico di magia in più nella mia vita.

scrittoriEra il 2011 e, prima di conoscere lei, ho incontrato la bellezza delle sue parole.
Al tempo collaboravo con ChlorophyllUniverse.net una giovane etichetta digitale che produceva meditazioni. Oltre che scrivere le mie, dovevo leggere tantissimi testi, spesso molto simili tra loro. Come autrice ero perplessa perché temevo di essere poco originale. Facile con questi pensieri, cadere nel blocco dello scrittore… Scrivevo e cancellavo, meditavo e mi ripetevo “ma questo lo fanno tutti”.

Un giorno capitò tra le mie mani la meditazione di Elisabetta: una ventata d’aria fresca, una leggerezza unica, parole “incantate” capaci di trasportare in mondo magico. Capii che è quella particolare nota che infondiamo al messaggio che crea la differenza. Smisi di ascoltare il brusio della mente e cominciai a scrivere.

Siamo storie, a volte simili a molte altre e questa similitudine crea la possibilità del contatto, della condivisione, ma la vibrazione, il suono, il proprio sentire unico e inimitabile crea quello che poi è diventato la chiusura della vision di questo blog: l’incanto della molteplicità nell’unità. Un anno dopo Elisabetta ha colto sintetizzato e reso unico, un travaglio interiore di anni e mi ha donato queste parole.scrivere(1)

Mentre scrivo mi accorgo che la parola travaglio ben le si addice. Elisabetta è una levatrice, ogni sua parola scritta sulla carta ha il potere di portare alla luce qualcosa di diverso, unico, personale. Definirla scrittrice è riduttivo perché lei ascolta, coglie l’indefinito, scorge attraverso la confusione e il caos interiore che una persona vive, il filo dorato capace di portarti nel tuo magico mondo di Oz e da li finalmente a casa.

Siamo storie è vero. E quanto talento nascosto al loro interno.

Vieni a scoprire il tuo?

 

 

 

L’utopia è reale

 

Era tanto tanto tempo che non sentivo l’impulso di scrivere così.

Più che un impulso, un’esigenza: lasciare che quello che si muove dentro formi parole e pensieri da condividere affinché altre persone possano vivere un pezzetto della bellezza che mi ha nutrito ieri.

Lasciate che vi racconti come tutto è nato.

Un mesetto fa sono entrata in un gruppo che fa networking.
Dopo anni a provarne tanti, molta disillusione perché molti pensano che fare network sia semplicemente “trovo il modo di usarti meglio per i miei scopi”, un’amica mi invita dicendomi che forse li avrei trovato quello che cercavo, ossia chiarezza, collaborazione, determinazione e ovviamente opportunità.

In punta di piedi mi sono avvicinata a La Rete al Femminile Milano,
mi sono riproposta di rimanere a guardare, di osservare e non buttarmi come al solito finendo di lavorare per gli altri dimenticando me stessa. Limitarmi a fare ciò che mi veniva chiesto, mi ha permesso di stare per una volta in un punto di osservazione differente e  ho scoperto una bellezza infinita.

Quella bellezza che le donne
quando stanno nel loro essere autentico
sanno creare. 

Ai miei clienti, suggerisco sempre di fermarsi e osservare da un’angolazione differente. Una diversa sfaccettatura del diamante. Ricetta questa che non delude mai e anche stavolta mi ha riempita di doni.  Andiamo con ordine.

Natascia Pane, la leader di questo gruppo un giorno propone
di organizzare un evento in poche settimane. WomenTree, all’interno di Green Utopia alla Fabbrica del Vapore: un’intera giornata di laboratori, workshop, spettacoli, incontri individuali. Ognuna di noi poteva mettere a disposizione il proprio sapere e farsi conoscere.  Alla proposta hanno aderito 70 reticelle e la mia voce critica, appena ricevuta la notizia,
si è fatta viva:  com’è possibile coordinare 70 donne e organizzare un evento di quelle proporzioni in pochi giorni? Noi che, in agenzia, ci mettevamo mesi per fare un evento di successo. E soprattutto DONNE! Chiamatemi prevenuta, ma noi donne siamo speciali per creare tanta bellezza, ma anche per complicarci tanto la vita.

Natascia mi ha fatto un grande dono: non solo ha messo a disposizione del gruppo uno spazio che era stato offerto a lei, ma mi dato un esempio di leadership eccezionale. Ho avuto la fortuna di vedere sul campo una giovane donna di successo, che non ha rinunciato al suo femminile per essere leader. Natascia è stata un leader presente, ma non invadente. Assertiva quando serviva, ma sempre accogliente e dolce. Autentica, nel senso che non le mandava a dire, non indorava la pillola quando qualcosa non funzionava, ma sempre rispettosa e soprattutto con un’attenzione a motivare, a tirare fuori il meglio anche quando “riprendeva”. E il progetto sotto la sua direzione, grazie alla collaborazione delle “sue donne” ha preso vita.

Il secondo grande dono me l’hanno fatto le mie compagne di viaggio: le Reticelle. E’ stato bellissimo vedere tante donne interagire, collaborare, a volte anche discutere, ma soprattutto creare insieme. Ieri si sono visti i frutti di tanto lavoro.

Esistono donne che credono davvero in loro stesse e hanno il coraggio di prendere in mano la loro vita, impegnarsi a fondo per realizzare i loro sogni. Esistono donne che sanno condividere, che sanno fare squadra davvero.
Ho assistito ad incontri dove ognuna di loro creando contatti, non pensava solo a se stessa e alla propria attività, ma creava collegamenti anche per le altre. Non avevano paura a lasciar andare qualcosa che non corrispondeva a loro stesse e passare il contatto ad un’altra!

Il terzo dono è stato il mio speech. Avevo preparato tante idee da proporre per l’evento, ma questo dono arriva da una loro idea: raccontare il mio cambio di lavoro, quando ho detto NO ad un lavoro che mi rendeva profondamente infelice e insoddisfatta per dire SI alla mia passione,
al talento che sentivo nascere dentro di me. Ripercorrere le tappe di quell’esperienza, mi ha permesso di sentire nuovamente e ancora più intensamente la forza dell’adesione a noi stesse. Ho potuto guardare la strada che ho fatto, i successi e gli errori, ma soprattutto scoprirmi ancora sicura che è possibile, che se l’ho fatto io puoi farlo anche tu.
Ci credo profondamente…

E non ero sola, intorno a me ieri c’erano tante donne che quella scelta l’hanno fatta, donne che si stanno preparando a farla con il coraggio di condividere le loro passioni, donne che hanno creduto nel loro sogno e hanno rischiato tutto per realizzarlo. Donne che ogni giorno si impegnano per mantenerlo vivo e reale e fanno Rete per sostenersi a vicenda. Quanto è bella la collaborazione!  Quanto amore c’è in questa parola se vissuta autenticamente. 

Per fare questo ci vuole coraggio, chiarezza, focalizzazione, apertura di cuore e amore.

Vorrei raccontarvi di ognuna di loro, scrivervi i loro nomi, ma sono tante… Vi invito a venire a conoscerci sul sito, sulla pagina facebook, su twitter. Conoscerci è una scelta di valore, io l’ho fatta. Il risultato?

Stamattina il mio cuore, l’amore che provo per il mio lavoro, per il sogno di collaborare, danza insieme al suono di queste parole:

“abbiamo dimostrato che l’utopia è reale”
Natascia Pane

Le Costellazioni Archetipiche incontrano La Sirenetta

costellazioniarchetipiche

Questo mese  “C’era una volta…” ci porta nel magico mondo della Sirenetta che per amore rinuncia al suo dono più grande. Anche in questa fiaba Disney ed Andersen danno un finale diverso: nella versione originale infatti la principessa del mare, rinuncia persino alla sua stessa vita votandosi al sacrificio. Disney invece pone l’accento sul fatto che solo quando ci riappropriamo di quelle parti che abbiamo erroneamente sacrificato, veniamo riconosciuti. E’ solo quando Ariel riacquista la sua voce, ossia il suo talento, che il principe la può riconoscere e il finale da favola finalmente compiersi.

Anche tu hai ceduto parti di te per amore?
Quante volte hai sacrificato tempo e spazio per le persone che ami?
E quali talenti e ambizioni hai dovuto soffocare per condizionamenti e senso di generosità?

 

Il laboratorio si rivolge a chi:

  • sente di avere ceduto una o più parti di se e le vuole recuperare
  • vuole vivere la propria vita con la consapevolezza dei propri talenti e risorse
  • vuole fare un percorso di crescita personale e di ricerca ed esplorare lati nuovi del proprio essere
  • vuole conoscere le Costellazioni Archetipiche,  un metodo diverso per approcciare le Costellazioni Familiari e Sistemiche

Argomenti

Molteplici le tematiche che incontreremo attraverso esercizi meditativi e  Costellazioni Sistemiche, Strutturali e Archetipiche messe in scena durante la giornata

  • trovare il proprio giusto posto all’interno del Sistema
  • la zona di comfort: come riconoscerla e uscirne
  • la sana ribellione
  • Amore Vero, amore a senso unico e amore “sacrificato”
  • Ritrovare le parti di Sé che abbiamo ceduto

Strumenti

Attraverso l’unione delle Costellazioni Strutturali con le Costellazioni Archetipiche e Sistemiche, si creerà un percorso di esplorazione delle proprie tematiche. I movimenti costellativi che nasceranno, a cui tutti partecipano, permetteranno al partecipante di esplorare nuove possibilità e risorse.

 

Prossimi Appuntamenti

  • 8 giugno 2014 La Sirenetta: ritrovare una parte di sé (quella che abbiamo ceduto)
  •  6 luglio 2014  Incantesimo e liberazione : creare la propria Fiaba Personale

 c'era una volta 2014 - 728x90

Investimento

Iscrizione al singolo laboratorio – 100 euro – Iscriviti qui

Dove

Before,

Via Sardegna, 11

MILANO