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Il senso di Appartenenza con le Costellazioni Familiari

 

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Non sei tenuto a venerare la tua famiglia, non sei tenuto a venerare il tuo paese, non sei tenuto a venerare il posto dove vivi, ma devi sapere che li hai, devi sapere che sei parte di loro. (Philiph Roth)

Il senso di appartenenza è uno dei principi fondamentali nel lavoro con le Costellazioni Familiari e Sistemiche. Risponde ad uno dei bisogni fondamentali, secondo Maslow, per sentire sicurezza e protezione, fiducia e serenità rispetto all’ambiente circostante e alle persone vicine.

Secondo Hellinger tutti i membri di una famiglia hanno lo stesso diritto di appartenere a quella famiglia, è un diritto di nascita per il semplice fatto di essere stati concepiti da due elementi del sistema. Quando questo non accade, si crea un disagio: si creano degli esclusi e conseguenti “irretimenti”.

Per riportare il sistema in equilibrio e armonia, è necessario riconoscere e reintegrare. Nello stesso modo…

Cosi fuori, così dentro.

Noi siamo un microsistema e chissà quanti esclusi abbiamo creato con rabbia, dolore e risentimento? o grazie alla chiusura per paura di soffrire…

Quali e quante parti di noi abbiamo escluso, ceduto, ignorato per essere amati e accettati che invece ci appartengono per diritto?

Se hai voglia di esplorare la Legge di Appartenenza,
se senti che ci sono parti che vuoi reintegrare

Essere per fare, incontrare il Senso per Realizzare.

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“Cosa ti sta a cuore?” questa è la domanda solitamente inizio una Costellazione Familiare o Sistemica. Sempre più spesso la risposta dei partecipanti è “sentirmi realizzata/o”. Come se qualcosa sfuggisse nella loro vita rincorrendo i propri obiettivi in un periodo di crescente incertezza. Accade anche a te?

Solitamente ci sentiamo realizzati quando riusciamo a raggiungere i nostri traguardi, in questo modo ci sentiamo soddisfatti di noi o crediamo di soddisfare le aspettative delle persone che amiamo.

In realtà questa è solo l’ultima parte di un processo ben più complesso e profondo.

La Realizzazione Personale inizia con l’allineamento, la connessione e la coerenza con ciò che da il Senso alla nostra esistenza, guidando così ogni scelta e movimento nella materia.

Se siamo distaccati, lontani, sordi nei confronti di questo impulso primario vitale, ogni movimento nel mondo duale sarà in disequilibrio e soprattutto al contrario, rendendo tutto faticoso!

Oggi una cara amica con cui condividevo queste riflessioni, mi ha chiesto se secondo me il senso coincide con la missione personale. No, a mio avviso sono due cose molto diverse: il Senso della nostra vita è qualcosa che nasce prima, non possiamo vivere senza ed è quello che cerchiamo da tutta la vita. Sin da bambini, nelle fiabe che ascoltavamo, nei cartoni animati che guardavamo, nelle relazioni che viviamo. Se lo perdiamo tutto perde di significato e ci ritroviamo a vagare senza meta reale tra ipotetiche e molteplici “missioni”.

Queste ultime, invece, sono lo strumento attraverso il quale mettiamo in pratica il Senso e rendiamo visibile nella materia questo significato. E se cambia nel tempo, se le esperienze di vita ci obbligano ad abbandonarla la nostra esistenza non perde valore, semplicemente cambiamo strada, obiettivo, missione. Il dolore nasce quando confondiamo il Senso con la missione, quando ci identifichiamo con ciò che facciamo e non con quello che siamo.

Essere per fare, incontrare il Senso per Realizzare.

BE INSPIRED

 

Scopri il Senso della Realizzazione Personale attraverso le Costellazioni Sistemiche, Familiari e Archetipiche nel percorso BE INSPIRED!

Guarda il calendario per i prossimi appuntamenti 

 

 

 

Pubblicare i Sutra, storia zen

Tetsugen, un fedele seguace dello zen in Giappone, decise di pubblicare i sutra, che a quel tempo erano disponibili soltanto in cinese. I libri dovevano essere stampati con blocchi di legno in un’edizione di settemila copie, un’impresa enorme. Tetsugen cominciò col mettersi in viaggio per raccogliere i fondi necessari. Alcuni simpatizzanti gli diedero un centinaio di monete d’oro, ma per lo più riuscì a ottenere soltanto piccole somme. Lui ringraziò tutti i benefattori con uguale gratitudine. Dopo dieci anni Tetsugen aveva abbastanza denaro per cominciare l’impresa. E proprio allora il fiume Uji straripò. L’alluvione portò una carestia. Tetsugen prese i fondi che aveva raccolti per i libri e li spese per salvare gli altri dalla fame. Poi ricominciò la sua colletta. Parecchi anni dopo il paese fu colpito da un’epidemia. Ancora una volta Tetsugen, per aiutare la sua gente, diede via quello che aveva raccolto. Si rimise al lavoro per la terza volta, e dopo vent’anni riuscì finalmente a realizzare il suo desiderio. I blocchi di legno per la stampa che sono serviti per la prima edizione sono oggi esposti nel monastero Obaku di Kyoto. I giapponesi dicono ai loro figli che Tetsugen ha fatto tre raccolte di sutra, e che le prime due, invisibili, sono perfino superiori all’ultima.

Il 2013 inizieremo le attività con un nuovo appuntamento del Mandala delle Donne Diamante dedicato all’Ispirazione che nasce dalla generosità e dalla condivisione.

Vi aspettiamo il 7 dicembre presso il Grande Cerchio alle ore 12.30, via Buonarroti 8 Milano.

Prenotazione obbligatoria entro il giorno prima al n. 02.48004737 o info@algrandecerchio.it  – Informazioni: simona_savino@infinito.it – 335.6012999
Be Inspired!